Tanti anni fa cominciai a fare degli strani sogni… Ogni mattina mi alzavo all’alba e, prima di andare a scuola, dal quarto piano della mia abitazione, in pigiama salivo di corsa quei ventiquattro gradini che mi portavano alla porta del cielo. Sul terrazzo condominiale, con il mio binocolo, scrutavo la volta celeste a trecentosessanta gradi. Osservavo attentamente ogni cosa, passavo al setaccio ogni uccello in volo, ogni fenomeno atmosferico, scandagliavo ogni piega nelle nuvole in maniera meticolosa, quasi maniacale. Li cercavo…
Dal libro: "Il Rondone Celeste", seconda edizione. Immagine gentilmente donata da Fabio Tarici.

























































